Le virtù della Beata
Vergine Maria...
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La
povertà serafica dell’Immacolata Ricca
di Dio, povera di cose terrene. Ricca di virtù, povera di beni materiali.
Ricca di grazia, povera di ogni cosa caduca: così è stata Maria
Santissima. La ricchezza infinita di Maria Santissima era Gesù, il Verbo
incarnato, figlio della sua verginità immacolata sempre intatta, resa
divinamente feconda dallo Spirito Santo. Gesù era il suo tesoro infinito
di grazia e di gioia. Gesù era la sua ricchezza di benedizioni da donare
a tutti. Gesù era il suo cielo di amore che la rapiva al di sopra di ogni
cosa. Gesù era tutto il suo Paradiso sulla terra. La Madonna voglia
arricchirci della sua povertà liberandoci da ogni attaccamento a tutto ciò
che non è Dio, per riempirci soltanto di Dio, ricchezza infinita, fino a
poter esclamare anche noi con san Francesco d’Assisi, il Poverello, «Dio
mio e mio tutto!». P. Stefano M. Manelli L’esempio
dei santi Sant’Alfonso
M. De’ Liguori con: suoi abiti che erano veri mosaici di stoffa, con le
scarpe che facevano boccacce, con quel cappello che sarebbe stato
rifiutato da un pezzente, con quella barba sforbiciata, sembrava la
miseria e la povertà personificata. Quando divenne vescovo, il palazzo
vescovile si trasformò in un convento dove la povertà era di casa. Alla
stanza del predecessore preferì una specie di sgabbuzzino, e un saccone
pieno di paglia era l’inseparabile compagno dei suoi sonni. A chi gli
faceva osservare che la sua biancheria cascava a brandelli e che perciò
bisognava rifarla rispondeva: «Ma le cose vecchie stanno molto bene ad un
vescovo vecchio, e poi devo pensare a vestire i poveri!». La croce
pettorale era fatta di pietre false, e agli amici che meravigliati
osseryavano la pietra preziosa dell’anello pastorale. che contrastava
con la povertà degli abiti, il Santo spiegò: «Ho dovuto rompere la
miglior brocca per farmi segare questo diamante», mentre «l’anello mio
l’ho venduto per soccorrere i poveri». |