Le virtù della Beata

  Vergine Maria... 

                                                          

         

                                                                                 

 

                                                                 

Le Virtù della Madonna

 - La fede viva...

 - La carità ardente...

 - L'obbedienza cieca...

 - L'orazione continua...

 - La mortificazione...

 - La purezza divina...

 - La dolcezza angelica...

 - La pazienza eroica...

 - La sapienza divina...

 - La povertà serafica...

 - La letizia perfetta...

                                                                           

 

 

 

 

 

 

 

La mortificazione universale dell’Immacolata

Sapere che la Madonna era la Madre di Dio, e quindi la Regina del Paradiso e dell’universo, e leggere poi nei Vangeli che Ella è vissuta per tutta la vita nel nascondinento più umile, pressoché ignorata da tutti, fa subito comprendete come sia vero che Ella è vissuta praticando sempre la "mortificazione universale», secondo l'espressione di san Luigi Grignon da Montfort. Mortificazione a Betlemme dove Ella partorisce il Verbo Incar­nato in una stalla deponendolo in una «mangiatoia» (Lc 2,7); mortificazione nella fuga in Egitto cm san Giuseppe e il Bambino, come poveri esiliati sotto minaccia di morte a Gesù neonato; mortificazione a Nazareth, dove la sacra Famiglia visse tra gli anawim, ossia tra i poveri più poveri; mortificazione, infine, sul Calvario, dove Ella è presente come Madre del condannato, con l’anima straziata dalla spada del dolore redentivo per la nostra salvezza. Mortificazione in ogni tempo e luogo.     P. Stefano M. Manelli

L’esempio dei santi

 San Pietro d’Alcantara inviato in un convento solitario si costruì una cella così stretta e povera, che noi vi poteva stare né in piedì perché troppo bassa, né coricato perché troppo corta. Fra riuscito a ridurre il sonno a due ore per notte, e questo lo prendeva seduto, con la testa appoggiata a un pezzo di legno fissa o al muro. In inverno apriva porta e finestra: d’estate teneva tutto chiuso Camminava a piedi scalzi tra i sassi, le spine, le nevi, e sempre a capo scoperto, malgrado il sole o la pioggia. Portava un cilizio di denti  metallici e si flagellava a sangue due volte al giorno. Mangiava solo un pò di pane nero e delle erbe la domenica; nelle feste, per obbedienza. prendeva un leggero brodo che diluiva con acqua fredda per "stiepidirlo". La sua mortificazione era così grande che trascorse tre anni in una comunità  senza conoscere uno solo dei religiosi, se non dalla voce, perché non alzava mai gli occhi.