2a Domenica di Avvento

 

In questo periodo di Avvento, la Chiesa c’invita a preparare spiritualmente i nostri cuori alla solennità del santo Natale con l’ascolto più attento e assiduo della Parola di Dio e con una profonda e sincera conversione di vita. Oggi la Parola di Dio ci parla attraverso la grande figura di san Giovanni Battista che    san Luca, autore del brano odierno del Vangelo, inquadra nella cornice storica dei grandi personaggi del suo tempo. Con sottile ironia, l’evangelista fa notare che Dio, nel momento storico di scegliere la persona adatta per preparare i cuori al suo Regno, non si serve della voce dei grandi del mondo (Tiberio Cesare, Pilato, Erode, Filippo, Lisania), abituati a far tremare i sudditi con la loro parola imperiosa, ma di quella del Battista: “Nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, … la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto” (Lc 3,1). E’ lui, infatti, il Precursore, l’inviato da Dio a precedere e ad annunciare la venuta del Messia e del suo Regno ormai imminente.

Inoltre san Luca fa notare che la Parola di Dio non risuona nei palazzi regali dei potenti del mondo, ma nel deserto. E’ dal deserto, infatti, che avrà inizio la nuova strada sulla quale Dio vuole incontrare l’uomo. Il punto di partenza della salvezza non è a Roma o a Gerusalemme, ma nel deserto, lontano dal chiasso del mondo, dai luoghi infangati dal peccato e dal falso culto che i Giudei rendevano a Dio nel Tempio. Nel deserto, ossia nel silenzio del nostro cuore, è il luogo migliore anche per noi per ascoltare la voce del Battista e per incontrarci con Dio.

            Chiamati dalla voce possente del Battista, il popolo di Israele accorse per ascoltare il suo messaggio profetico che annunciava, dopo tanti secoli, la venuta imminente del Regno di Dio: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati” (Lc 3,4-5). Dio sta per venire, per incontrare ogni uomo, anzi per portare a tutti la salvezza: “Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!” (ivi, 6). Il Precursore invita Israele a prepararsi a ricevere il Salvatore con cuore purificato dal pentimento dei propri peccati e rinnovato dal desiderio sincero di vita nuova.  

In questo periodo di Avvento, le parole infuocate del Profeta risuonano con forza anche nei nostri cuori. Egli ci insegna che per accogliere Gesù nella nostra vita è necessario “raddrizzare” le storture del cuore, liberandolo da tutti gli attaccamenti e affetti disordinati, e quelle della mente, purificandola dai giudizi affrettati e da ogni pensiero peccaminoso; è necessario, inoltre, “riempire” i vuoti causati dalla  pigrizia, dall’indolenza spirituale, dai cedimenti della fede e dell’incostanza; è necessario, infine, “abbassare” le montagne dell’orgoglio e dell’egoismo. Questo programma di cambiamento radicale di vita, valido per ogni cristiano e non solo per il periodo dell’Avvento, è la strada diritta, di cui parla san Giovanni, che porta a Dio senza ambiguità e compromessi.     

In un mondo che si allontana sempre più da Dio, non sono molti quelli che s’incamminano per la strada di un vero cambiamento di vita. D’altra parte, il moltiplicarsi della presenza di falsi maestri che portano ovunque scandali e rovine, rende più difficile, anche per i cristiani impegnati sulla via del bene, l’ascolto della voce di Dio, della Chiesa, del Papa, che spronano i nostri cuori a una vera conversione. Non sorprende affatto, perciò, se oggi la  maggioranza dei cristiani si accontenta di vivere un cristianesimo superficiale e disimpegnato.

Un grande esempio per le nostre generazioni di come vivere giornalmente i passi della conversione fino a raggiungere la meta della più eccelsa santità ci viene da Padre Pio da Pietrelcina. Egli ci insegna con la vita e con gli scritti che la conversione vera esige un cambiamento pratico e reale di vita e deve impegnare tutto l’uomo: la mente, la volontà e il cuore. “Mio Dio – esclama il Santo in un’ardente supplica al Signore - riducimi a ravvedimento, astringimi a sincera contrizione e a salda conversione del cuore”.  Invochiamo spesso il Santo del Gargano perché ci ottenga la grazia del “ravvedimento”, ossia di renderci conto di quello che siamo davanti a Dio e quella della “sincera contrizione” che spinga la nostra volontà ad aborrire il peccato e a rinnovarci nella vita.

Sia anche per noi l’Avvento un tempo di grazia e di conversione autentica. Accogliamo l’invito del Battista e prepariamo con gioia la via al Signore che sta per venire. La Vergine Immacolata, modello sublime di perfezione per tutti i cristiani, ci aiuti a trascorre l’Avvento e tutta la nostra vita nella preghiera, nell’ascolto assiduo della Parola di Dio e nell’attesa gioiosa della nascita di Gesù e del suo secondo Avvento.

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