1a Domenica di Avvento
Oggi si apre l’anno liturgico della Chiesa, che è diverso, per significato e finalità, da quello civile. L’anno liturgico non s’interessa della storia dei regni, delle guerre, degli avvenimenti puramente umani, ma riguarda le tappe principali della storia dell’uomo, secondo un piano provvidenziale di salvezza disposto da Dio. Ci fa conoscere la storia più stupenda e straordinaria che ha Dio come protagonista principale e, come punto centrale, l’ineffabile mistero della sua venuta in mezzo a noi. Ogni anno riviviamo con profonda commozione questo avvenimento, senza dubbio il più importante della storia dell’uomo.
La Chiesa, per aiutarci a preparare la nostra anima alla nascita del Salvatore, propone l’Avvento come un periodo di immediata preparazione, a ricordo dei millenni di attesa e di preparazione del popolo eletto alla venuta del Messia, contrassegnati dalle divine promesse e dalle profezie; dalle infedeltà del popolo e dai frequenti interventi di Dio fatti di castighi e di atti incredibili di amore. La prima lettura della Messa è una delle tante profezie che annunciano la venuta del Messia: “Ecco verranno giorni – dice il profeta Geremia - … nei quali farò germogliare per Davide un germoglio di giustizia; … In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla” (Gr 33, 14-16).
Il tempo dell’Avvento ci ricorda che la vita dell’uomo è un tempo di preparazione verso la seconda venuta del Signore, che si attuerà alla fine dei tempi. Il Vangelo odierno, parlando di questa venuta, mette in risalto la maestà e il fulgore di Gesù che apparirà come Giudice dell’umanità, nella visione sconvolgente dell’universo in dissolvimento: “Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con potenza e gloria grande” (Lc 21,26-27).
In prospettiva dell’ultimo incontro che faremo dinanzi a Gesù Giudice, quale dev’essere la condotta del cristiano? Il Vangelo odierno ci risponde: “Vegliate e pregate in ogni momento” (Lc 21,36). Con parole forti e incisive, Gesù vuole ammonirci che il tempo della vita terrena è breve e provvisorio. Bisogna tenersi sempre pronti, pregando incessantemente e vigilando sulla nostra condotta, perché il ritorno del Signore sarà imprevedibile, come la visita di un ladro. Non conoscendo il giorno e l’ora del nostro incontro definitivo con Cristo, sarebbe da stolti trascorrere la vita “in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita” (ivi, 34) senza pensare che quel giorno “vi piomberà addosso improvviso” (ivi).
Colpisce profondamente oggi la situazione di tanti uomini che vivono solo del mondo che li circonda, non aspirano se non a mete e a realtà terrene e le loro speranze sono di ordine puramente umano. L’attesa e la vigilanza in vista di una vita futura e della venuta finale di Gesù non ha alcuna incidenza nella loro vita; vivono come se Dio non esistesse. E anche tra i cristiani, quanti, pur conoscendo le verità del Vangelo, non pensano affatto alla vita futura, alla salvezza della loro anima, e giungono, al termine della loro vita, impreparati davanti a Gesù Giudice, rischiando di essere condannati per sempre nell’inferno! Può esserci stoltezza più grave di questa?
Approfittiamo, perciò, del tempo dell’Avvento per purificare la nostra anima con una santa Confessione, per impegnarci a lottare energicamente ogni tipo di peccato e di tendenza disordinata, cominciando a pensare seriamente alla realtà più importante della vita: la nostra salvezza eterna. San Pio da Pietrelcina, in una lettera al suo direttore spirituale, esprime tutta la preoccupazione di vedere la sua anima in pericolo e lo supplica di aiutarlo a scorgere se ciò fosse vero, “perché - afferma risoluto – l’anima la voglio salvare ad ogni costo e Dio non voglio proprio più offenderlo” (Epistolario I, p. 226). Quanta differenza fra noi e i Santi! Quale vergogna per noi sapere che i Santi rabbrividivano al solo pensiero del peccato e della perdita eterna dell’anima.
Prepariamoci a rivivere in profondità l’ineffabile mistero del Natale che si avvicina, e teniamo sempre vivo in noi il desiderio della salvezza e l’anelito verso il Salvatore che verrà, ripetendo spesso con fede. “Vieni, Signore Gesù!”. Inoltre, vogliamo accettare l’invito di Gesù: “Vegliate e pregate” e farne il programma di preparazione durante questo periodo di Avvento. Chiediamo, infine, alla Vergine Immacolata di concederci le sue stesse disposizioni interiori di raccoglimento e di intima preghiera per essere pronti ad accogliere Gesù con gioia grande nel prossimo Natale e quando verrà al termine della nostra vita.