Battesimo  del  Signore

     Con la festa del Battesimo del Signore che oggi celebriamo, si chiude il ciclo liturgico di Natale, tempo caratterizzato da “epifanie” o manifestazioni della gloria di Dio attraverso l’umanità di Gesù: a Natale, Gesù si manifesta a poveri e semplici pastori, nella festa dell’Epifania, si rivela ed è riconosciuto dai popoli pagani rappresentati dai Magi, come l’atteso Re e Messia. Anche il Battesimo del Signore è una manifestazione della divinità di Gesù, ma lo è in modo particolarmente solenne, per l’intervento dall’alto del Padre e dello Spirito Santo.

La festa odierna segna un evento di particolare importanza nella vita di Gesù, non tanto per il valore in se del battesimo di penitenza, di cui Gesù non ne aveva affatto bisogno, quanto per i prodigi straordinari che l’accompagnano. Leggiamo nel Vangelo di oggi che “appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua e  vide lo Spirito Santo scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: “Questi  è il mio figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” (Mc 1,10-11). Le parole pronunciate solennemente dal Padre che squarciano i cieli, chiusi per il peccato, e la presenza visibile dello Spirito Santo affermano in modo inequivocabile l’identità di Gesù e sono la testimonianza più vera che quel Gesù, confuso tra la folla dei peccatori e che si lascia umilmente battezzare da Giovanni nel Giordano, è il Figlio di Dio, è il Messia inviato per la salvezza del mondo. In Lui il Padre trova la sua compiacenza.

Anche noi, col battesimo, diventiamo figli diletti del Padre, il quale ci genera  “dall’acqua e dallo Spirito” (Gv 3,5) e, tramite questa nuova e vera nascita spirituale, ci comunica la vita soprannaturale, la sua stessa vita divina. Quali effetti meravigliosi racchiude in se il sacramento del battesimo! Senza alcun nostro merito, veniamo liberati dalla colpa di origine e da ogni altro peccato; l’anima nostra viene trasformata dalla forza dello Spirito Santo in dimora santa della SS. Trinità; veniamo elevati alla dignità di figli di Dio e acquistiamo il diritto a entrare nella vita eterna e beata del Paradiso. Quale intima trasformazione: da povere creature diventare figli di Dio! Quali realtà misteriose e ineffabili! Il Battesimo è un dono così grande che solo in cielo potremo comprenderne il suo valore inestimabile.

Molti cristiani purtroppo non comprendono la grandezza del battesimo, per cui non è raro oggi trovare genitori che, per paura di offendere la libertà dei loro figli, preferiscono rinviare ad età adulta il loro battesimo, privandoli così del dono che li rende figli di Dio. Vogliamo ricordare a questi genitori che far battezzare i figli quanto prima non è un attentato alla loro libertà, bensì è un diritto che i figli hanno di ricevere questo dono preziosissimo al più presto, simile a quello di essere concepiti, di nascere e di essere formati. Anzi il battesimo è un dono di molto superiore a qualsiasi altro bene. Cosa dire poi dei certi nomi strampalati che si danno ai figli? Non dimentichiamoci che portare il nome di un santo non è pura coreografia, ma significa avere qualcuno in cielo che ci protegge e a  cui ci ispiriamo come modello nel cammino verso Dio. Forse molti non si rendono conto della preziosità di questo sacramento e considerano il battesimo un rito esterno senza significato. Forse tanti cristiani non  ricordano neppure la data del loro battesimo. Ogni anno si festeggiano tanti eventi della vita, ma raramente o quasi mai ci si ricorda del battesimo. E invece è una ricorrenza che dovremmo celebrare con solennità anche maggiore di quella della nostra nascita.

Il battesimo comporta anche dei doveri da parte del cristiano. Diciamo subito che il battesimo è una scelta di vita che impegna tutto il nostro essere e tocca ogni attività, interna ed esterna, ogni professione e stato sociale. Essere cristiani significa pensare e agire come Gesù, significa vivere secondo lo spirito del Vangelo, significa acquistare un nuovo modo di vedere, di giudicare, di parlare, di comportarsi che rifletta pienamente quello di Gesù, nostro modello divino.

Ascoltiamo quanto ci insegna S. Pio da Pietrelcina: “il battesimo è detto essere copia della morte di Gesù… Dunque quello che fu la croce a Gesù Cristo, questo è a noi il battesimo. Gesù Cristo fu conficcato sulla croce, perché morisse secondo la carne, noi siamo battezzati per morire al peccato, per morire a noi stessi. Gesù Cristo sulla croce fu mortificato in tutti i suoi sensi, così noi per il battesimo dobbiamo portare la mortificazione di Gesù in tutti i nostri sensi” (Ep II, 176). L’insegnamento del Santo è molto chiaro: per essere cristiani e vivere da figli di Dio, dobbiamo mortificare i nostri sensi e morire ogni giorno a noi stessi. Il cammino del cristiano, dunque, è un cammino innanzitutto di purificazione che ci impegna a lottare contro gli affetti disordinati, la superbia, l’orgoglio, l’amor proprio e ogni altra cattiva tendenza. Il battesimo non elimina in noi le radici del male. Perciò, per avanzare nella via del bene, delle virtù e della santità, resta l’obbligo per ogni cristiano, di lottare ogni giorno contro questi mali. Nella misura in cui moriamo al peccato, risorgiamo e sviluppiamo in noi la vita divina di Gesù.  

Oggi, in modo particolare, vogliamo ringraziare il Signore per il dono del battesimo e vogliamo pregare la Vergine Santa affinché ci aiuti a essere fedeli alle nostre promesse battesimali e a non farci mai perdere con il peccato i frutti  inestimabili del battesimo.

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