Solennità  della  Madre  di  Dio

 

La Chiesa celebra oggi “la maternità divina, verginale, salvifica, di Colei la cui illibata verginità diede al mondo il Salvatore… La solennità di Maria santissima Madre di Dio… è destinata a celebrare la parte avuta da Maria in questo mistero di salvezza e ad esaltare la singolare dignità che ne deriva per la Madre santa, per mezzo della quale abbiamo ricevuto…l’Autore della vita” (Marialis Cultus 5). Il Papa Paolo VI  ci ricorda che la Madonna non è solo la Madre di Gesù, perciò vera Madre di Dio, bensì è anche vera Madre del Corpo Mistico, quindi vera Madre nostra, di noi tutti, fratelli di Gesù. Il pensiero che la maternità divina di Maria si estende fino a ciascuno di noi dovrebbe suscitare in noi affetti di tenerezza filiale verso di Lei. Molti Santi si commuovevano fino alle lacrime pensando a questa realtà e chiamavano Maria col dolce nome di “Mamma”. Quando fu chiesto a S. Pio da Pietrelcina qualcosa sulla Madonna, egli rispose: “La Madonna è la nostra Mamma!” senza riuscire a contenere la commozione e le lagrime. Lo stesso Santo, in una lettera al direttore spirituale scrive che“questa tenerissima  Madre” gli riversa nel cuore “tali e tante grazie” da sentirsi “tutto bruciare” tanto da non poterne più. Vorrebbe “volare per invitare le creature tutte… di amare Maria” (Ep II, 356). E S. Gemma Galgani, rivolta alla Madonna, le diceva con affetto: “Mamma mia, quanto godo nel chiamarti Mamma!”.  S. Alfonso Rodriguez, un giorno, così pregava la Madonna: “Oh, quanto vi voglio bene… Quanto grande è l’amore che vi porto!… Più grande di quanto voi ne portiate a me!”. E la Madonna apparendogli rispose:“No, Alfonso, questo no. Molto più bene voglio io a te, senza confronto”. Da vecchio, il Santo, mentre saliva le scale, sentì una mano delicata asciugargli il sudore sulla fronte: quanta tenerezza materna!

 Nel segno di questa grande solennità, oggi cominciamo un nuovo anno. Veramente non poteva esserci un modo migliore di iniziarlo. Lo sguardo materno della Vergine Madre e la sua dolce presenza ci rendono fiduciosi che Ella ci sarà vicino e ci accompagnerà, con amorosa sollecitudine, lungo tutto il cammino del nuovo anno. A Lei ci rivolgiamo con fiducia filiale, perché ci aiuti a vivere santamente ogni giorno.

Oggi siamo soliti scambiarci gli auguri con gli amici, e abitualmente auguriamo loro un altro anno di vita, un anno di buona salute, di migliore assestamento finanziario, familiare, politico…  Questi beni hanno indubbiamente il loro valore. Ma qual è la cosa migliore in senso assoluto che possiamo augurare agli altri? Di essere buoni, santi cristiani. “Fate i buoni cristiani”, esclamava S. Pio da Pietrelcina. Questo è senza dubbio l’augurio più bello, perché ci augura il bene più grande, quello di una vita cristiana all’insegna della santità. Che cosa c’è di più augurabile per noi e per gli altri? Non basta desiderare una vita ricca di anni o di altro bene terreno, perchè non è il vero bene dell’uomo. Non basta vivere a lungo, aggiungere anni alla vita, ma l’importante è vivere bene il tempo che il Signore ci concede: Anche una vita breve, di pochi anni, come quella dei beati Francesco e Giacinta di Fatima, rispettivamente di nove e sette anni, può essere più ricca di grazia, di santità, di meriti e di opere buone di tanti altri che vivono a lungo, ma conducono una vita vuota, piena di banalità, o di  cose che passano con la vita presente, senza alcun anelito per le cose che durano per l’eternità. Non basta guardare l’orologio, il nuovo calendario che hai davanti a té, è necessario ricordarsi che i numeri del nuovo calendario, le ore scandite dal tuo orologio sono i giorni della tua vita; perciò non basta viverli, ma bisogna viverli bene, secondo la volontà di Dio.

            All’inizio del nuovo anno, molta gente è curiosa di sapere ciò che accadrà nella nostra vita e nel mondo. Non è necessario consultare l’oroscopo, la fortuna o ascoltare le previsioni degli esperti, perchè tanti avvenimenti dell’anno appena iniziato dipendono solo dalla nostra volontà, perciò possiamo già da oggi decidere come vogliamo che vadano. Per esempio, se oggi decidiamo, per tutto il nuovo anno, di pregare di più, di recitare il Rosario ogni giorno, di non mancare mai alla Messa domenicale, di confessarci spesso, di lottare le nostre passioni, di riconciliarci con le persone a cui portiamo rancore, di osservare bene i comandamenti di Dio, di vivere meglio le virtù della fede, dell’umiltà, della carità, è garantito che tutte queste opere buone porteranno un gran bene  non solo alla nostra anima, ma alle famiglie e all’umanità intera. A Fatima la Madonna disse ai tre fanciulli che le guerre, le persecuzioni e tanti disastri e rovine nel mondo potevano essere evitati se gli uomini avessero pregato. Possiamo affermare, quindi, che le sorti dell’umanità dipendono dal bene che decidiamo e ci impegniamo di voler fare da quest’oggi in poi.

La Madonna ha vissuto intensamente il tempo che le è stato concesso: non ha dato a Gesù solo la sua carne verginale, ma si è associata nel modo più intimo “alla persona e all’opera del Figlio suo, servendo al mistero della redenzione…” (LG 56). E’ per questo che Maria è anche nostra Madre Corredentrice. Termino porgendovi, per questo nuovo anno, i migliori e più santi auguri con le parole del “folle dell’Immacolata, S. Massimiliano M. Kolbe: “Vi auguro di avvicinarvi ogni giorno, ogni istante alla nostra Madre Immacolata, di conoscerla e di amarla sempre più perfettamente, di lasciarvi compenetrare sempre di più dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti, delle sue intenzioni e del suo amore per Gesù Bambino nel presepio, nella casetta di Nazareth, sulla Croce e in Paradiso” (SK 757).

 

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