“Amerai il Signore Dio tuo e il prossimo tuo come te stesso”
Esordio
“Amerai il Signore Dio tuo e il prossimo tuo come te stesso”
La Liturgia della Parola costituisce anche in questa domenica una mirabile scuola di dottrina e di vita. Essa ci porta a riscoprire l’essenza del cristianesimo e dell’intera storia della salvezza. Dai due comandamenti fondamentali, che Gesù enuclea, dipende non solo “tutta la Legge e i Profeti”, ma essi: amore per Dio e amore per il prossimo, sono i due cardini su cui poggiano tutto il cristianesimo e il nostro specifico essere cristiani.
Amare Dio e il prossimo
“In quello stesso giorno”, in cui Gesù aveva smascherato il tranello dei farisei e degli erodiani, si avvicina a Gesù un altro gruppo: i sadducei. Costoro, più che un partito politico all’interno del giudaismo, costituivano una classe di alto rango sociale: essi infatti esprimevano l’aristocrazia sacerdotale. Religiosamente accettavano solo la Legge scritta (Torah), non la tradizione orale accolta invece dai farisei. I Vangeli attestano di un unico scontro dei sadducei con Gesù, circa la questione della risurrezione dei morti, che essi non sostenevano, mentre i farisei sì: ai sadducei Gesù risponde convalidando la verità della dottrina della risurrezione; essa si basa sul fatto che Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi.
“Allora i farisei, udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: ‘Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?’”. Ancora una volta i farisei sono mossi da malafede: a loro non interessa conoscere qualcosa di vero o di più anche sull’insegnamento di Gesù che Gesù stava facendo; il loro unico intento resta anche in quella circostanza quello di tendergli un tranello, esattamente di “tentarlo”, come prima avevano fatto sulla questione del tributo a Cesare, e come aveva fatto Satana nelle classiche tentazioni del deserto. Chi pone la questione a nome di tutta la setta dei farisei è un grande esperto nella legge di Mosè.
Anche questa volta Gesù risponde con molta compostezza e competenza, andando al cuore della questione. Il più grande comandamento della Legge è:
“Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, e con tutta la tua mente: Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta le Legge e i Profeti” (Mt 22, 37-40).
Proprio a coloro che lo odiano, che stanno cercando ogni cavillo per metterlo in difficoltà e per screditarlo davanti alla gente, Gesù ripropone il comandamento dell’amore. Gesù documenta la sua risposta citando rispettivamente il Deutoronomio “Amerai il Signore con tutto il cuore, con tutta la tua anima” (Dt 6, 5) e il Levitino: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. L’amore di Dio e l’amore del prossimo sono equiparati. Essi costituiscono non solo un binomio inscindibile, ma anche il compendio di tutta la Legge. San Paolo, in proposito, ha scritto: “Pieno compimento della Legge è l’amore” (Rom 13,10); “Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso” (Gal 5,14; Lv 19,18). Il secondo comandamento dell’amore del prossimo include il primo comandamento dell’amore di Dio, ne è la manifestazione diretta.
Il primato dell’amore di Dio.
Quindi, il primo e il massimo comandamento è l’amore di Dio, che richiede dall’uomo un amore di totalità. L’uomo deve riconoscere che Dio è Dio, che è il principio e fine di tutte le cose, che è il Creatore dell’uomo, il suo unico Salvatore, la sua Beatitudine suprema, è l’Amore infinito. L’amore di totalità per Dio richiede la totalità della risposta dell’uomo. Tale totalità vogliono indicare le espressioni bibliche: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore con tutta l’anima e con tutta la tua mente”, cioè devo amare Dio “ con tutto me stesso” (S. Agostino).
L’amore di Dio non è semplicemente sentimento o passione. Esso è l’orientamento di tutta la persona verso Dio, riconoscendo che “Egli è tutto”, in modo particolare nell’osservanza dei comandamenti: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti” come dice Gesù nel Vangelo. E San Giovanni dice: “Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti, perché in questo consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi” (1 Gv 5 2,3).
In sintesi, l’amore di Dio consiste nel riconoscere nella fede, e quindi nell’adorazione filiale, che egli è Dio, nel fare la sua volontà, uniformando la nostra vita al disegno d’amore che Dio ha tracciato per noi nel Vangelo del suo Figlio, Gesù Cristo. Noi esistiamo perché Dio ci amati per primo e con l’infinito amore di Padre; dobbiamo vivere come vivere come veri figli di Dio in Cristo e nello Spirito Santo Amore.
L’amore del prossimo verifica dell’amore di Dio.
Il vero amore di Dio si manifesta nell’amore del prossimo. In nessun caso l’amore per Dio può coprire la mancanza di amore per il prossimo, né può essere addotto come scusa per arrecare danno o offesa al fratello. L’apostolo san Giovanni è molto esplicito in proposito: “Se uno dicesse ‘Io amo Dio’, e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (1 Gv 4,20).
In continuità con la rivelazione dell’AT, Gesù indica la misura dell’amore per il prossimo: “Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Mt 22,39) . Nessuno ha in odio se stesso e nessuno vuole il male di se stesso. Ma come amare in concreto l’altro, che è il prossimo? Il brano della prima lettura (Es 22, 20-26) è come una spiegazione dettagliata di ciò che significa amare il prossimo. “Non molesterai il forestiero né l’opprimerai … Non maltratterai la vedova e l’orfano … Se tu presti denaro non deve comportarti da usuraio… se prendi in prestito devi restituire”.
Pensiamo alle altre opere di misericordia di spirituale e corporali
[Richiamo alla giornata missionaria mondiale].
La Madonna: tutta orientata a Dio, con tutto il proprio essere e con tutta l’anima. Manifestazione dell’amore il si per tutta la propria vita all’Annunciazione, al Calvario. Carità verso il prossimo: Visitazione, pazienza nelle persecuzione, amore materno dal Cielo. Modello e intercessione
Chiediamo alla Madonna la grazia di Amare Dio con tutto il nostro essere e il prossimo come noi stessi.