II Domenica di Avvento B - 2005

1 Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. 2 Come è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada. 3 Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, 4 si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 5 Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 6 Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico 7 e predicava: “Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. 8 Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo” (Mc 1,1-8).

 

Il Vangelo di questa seconda domenica d’Avvento ci presenta la figura straordinaria di san Giovanni Battista, il precursore del Signore. San Marco evangelista introduce l’attività del Battista con una citazione tratta dall’Antico Testamento, dal Libro di Isaia, in cui viene richiamata l’attenzione sulla necessità di preparare la via per l’imminente venuta del Signore Dio, liberatore e salvatore del suo popolo Israele. Isaia dice che Dio stesso, prima della venuta del Messia avrebbe mandato il suo messaggero a preparargli la strada. È la missione compiuta dal Battista, che con la sua vita penitente e con la sua predicazione ha predisposto il popolo d’Israele ad accogliere il Redentore, Gesù.

Giovanni Battista predicava, dice san Marco, “un battesimo di conversione per il perdono dei peccati”. Di conversione, che vuol dire cambiamento di mente, di modo di pensare, e di conseguenza cambiamento di rotta, ossia di comportamento.

Le folle rimanevano incantate dal Battista, per le sue parole piene di ardore divino, ma anche per la sua condotta di vita, che confermava potentemente la sua predicazione: viveva infatti nel deserto, rivestito di peli di cammello, mangiando locuste e miele selvatico.

Ma il Battista dice chiaramente di non essere lui il Messia, si umilia, riconoscendo apertamente la sua indegnità di fronte a colui al quale ora preparava la via: “Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non sono degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali”. Ma Giovanni evidenzia soprattutto la superiorità del Messia: “Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo”.

Questa pagina di vangelo ci fa calare ancora di più nel clima del tempo di Avvento, che è un tempo di preparazione. Quasi sentiamo ancor oggi, con le orecchie dell’anima la voce forte di Giovanni Battista, come quella del profeta Isaia, secoli prima: “Preparate la via al Signore”. A noi oggi è rivolto questo grido, che è anche per noi un chiaro invito ad una conversione radicale per il perdono dei nostri peccati. Ogni conversione esige uno strappo, a volte anche violento, da una condizione di lontananza e inimicizia con Dio: occorre farsi tanta forza in questo tempo e finirla definitivamente con quel peccato, con quella cattiveria, con quel compromesso... passando invece ad una condizione di vicinanza con Lui, quindi di Grazia, di carità soprannaturale. Non si può, infatti, allo stesso tempo essere vicini a Dio e vicini a “questo mondo perverso” (Gal 1,4).

P. Pio scrivendo alla sua figlia spirituale Erminia Gargani nel 1917, così la esorta a proseguire nel cammino di pentimento e di conversione: “Nelle tentazioni combatti da forte con le anime forti e combatti insieme al supremo duce; nelle cadute non te ne stare lì prostrata di spirito e di corpo; umiliati molto, ma senza perderti d’animo; abbassati, ma senza degradarti; lava le tue imperfezioni e le tue cadute con sincere lacrime di contrizione, senza mancare di fiducia nella divina bontà, che rimarrà sempre più grande della tua ingratitudine; proponi di emendarti, senza presumere di te stessa, ma la tua fortezza deve essere riposta in Dio solo; confessa sinceramente, in ultimo, che se Dio non fosse la tua corazza ed il tuo scudo, tu saresti incautamente trafitta da ogni specie di peccato. Ed è per questo che devi sempre tenerti in Dio con la perseveranza dei tuoi esercizi, e questa sia la tua principale cura” (Ep. III, 698s).

Chiediamo anche noi queste sincere lacrime di contrizione e il dono di una immensa fiducia nella divina bontà.

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