I Domenica di Quaresima - Anno B

 

In questa prima domenica di Quaresima, la liturgia ci presenta l’episodio delle “tentazioni” di Gesù e l’inizio della sua predicazione. In questo tempo liturgico “forte”, siamo invitati a seguire l’esempio del Signore. Dal breve passo evangelico letto oggi, vanno colti vari spunti di riflessione: il riferimento al deserto, allo Spirito Santo, alla lotta contro ogni genere di tentazione. Dalla seconda parte del brano si deve cogliere invece l’invito alla conversione. Soffermiamoci su alcuni aspetti.

Anzitutto il richiamo al deserto. Gesù, subito dopo il battesimo al Giordano, viene spinto nel deserto. In questo luogo si prepara a iniziare la sua missione di salvezza dell’umanità. Il deserto rimanda ad alcuni episodi fondamentali della storia d’Israele, popolo di Dio, e può avere una connotazione positiva o negativa. Positiva se viene considerato come il luogo in cui Dio spinge il suo nuovo popolo, dopo averlo liberato dalla schiavitù d’Egitto. Oppure se si considera come il luogo dell’incontro con Dio. Nel deserto del Sinai, infatti, Dio si rivela a Mosè. Lì, ai piedi del monte, Dio stabilisce l’alleanza con il popolo degli ebrei e lì costituisce suo popolo. Attraverso il deserto gli ebrei giungono alla Terra promessa, dopo essere stati sottoposti a prove di vario genere e dopo essere stati purificati da Dio per quarant’anni (Dt 8,2.4; Nm 14,34). Anche Elia, che era fuggito nel deserto per salvarsi la vita, vi incontra Dio. Dal profeta Osea il periodo in cui Israele stette nel deserto “sotto le tende” viene considerato il periodo più bello della storia d’Israele, come il periodo del “fidanzamento” di Dio con il suo popolo. Infatti, in questo periodo l’arca dell’alleanza, segno della presenza di Dio, sta anch’essa sotto una tenda, come gli Israeliti: ciò è segno dell’intimità di Dio con Israele, spinta fino al punto che Dio abita nel medesimo accampamento, sotto la medesima tenda del suo popolo. Questo periodo diventa quindi l’ideale cui tendere e che il profeta propone ai suoi connazionali, lasciatisi traviare dai popoli stranieri, di cui avevano seguito i falsi dèi con i loro culti illeciti e immorali.

Il deserto è anche un luogo di rifugio: Davide vi si rifugiò per sottrarsi all’odio omicida di Saul; Elia per ripararsi dalla collera di Gezabele; Mattatia e i suoi figli vi si nascosero durante la persecuzione di Antioco IV Epifane; Giovanni Battista si preparò alla sua missione “in regioni deserte”, e dal deserto verrà il suo messaggio sull’arrivo imminente del “Regno dei Cieli”; la Donna dell’Apocalisse vi si rifugiò per salvarsi dagli assalti del Drago infernale (Ap 12,13s).

Ma il deserto può avere anche una connotazione negativa, se si pensa alle numerose infedeltà ivi compiute da Israele nei confronti dell’Alleanza, ai tentativi di ribellarsi alla volontà di Dio e ai suoi piani di salvezza. Il deserto è così il luogo della tentazione, della prova. Inoltre, a causa della sua desolazione e a causa dell’ostilità della natura, è considerato un luogo maledetto. Anche per questo, il deserto viene considerato il luogo in cui dimora satana, o come il regno degli spiriti malvagi. In esso diversi demoni (Asmodeo: cf. Tb 8,3; Lilit: Is 34,14; i satiri: Lv 17,7; e altri) erano associati ad animali inquietanti, feroci o ripugnanti e ai capri espiatori votati ad Azazel “carichi dei peccati d’Israele” (Lv 16,8.10.21s).

Gesù che sta nel deserto ci deve spingere a fare delle considerazioni per la nostra vita cristiana, in questo tempo propizio di Quaresima. Il deserto è il luogo dell’incontro con Dio. Quante volte Gesù, anche durante la sua vita pubblica si ritirerà in luoghi deserti per pregare! In Quaresima siamo chiamati anche noi a “fare deserto”, cioè a isolarci per rientrare in noi stessi e per incontrare Dio. Il chiasso, il rumore, la televisione, la radio e tante altre cose, di cui forse abbiamo riempito la nostra giornata, non fanno altro che allontanarci da Dio, da noi stessi e dagli altri, spesso anche da chi ci sta più vicino. Ma lontani da Dio non possiamo stare bene, e ascoltare solo parole di uomini non può nutrirci l’anima e arricchire spiritualmente la nostra vita. Il deserto vuol dire solitudine e silenzio. Oggi abbiamo paura di queste due realtà. Eppure, come dice un detto monastico, “nel silenzio si trova Dio”. Proviamo, allora, a togliere, almeno in questi quaranta giorni di quaresima, tutto ciò che ci distrae dal vero bene, che è Dio. Saremo senz’altro più felici, più in pace con la nostra coscienza e più disponibili verso il prossimo.

Il deserto ci richiama anche alla penitenza. Questa virtù è il grande e indispensabile sostegno della preghiera. Le due cose vanno sempre insieme. Non crediamo a chi vuole abolire la penitenza dall’ascesi cristiana, a chi ci propone un cammino facile, poco impegnativo, che concede tutto alla natura, senza limite. Tutti sanno, infatti, che questa nostra natura umana è corrotta dal peccato originale e dai nostri propri peccati; questa natura ci spinge in basso. La virtù della penitenza, invece, ci aiuta ad elevarci. Il periodo quaresimale è il periodo per eccellenza della penitenza. Una penitenza che ha mille modi di essere pratica, dalle classiche pratiche del digiuno e dell’elemosina, a quelle più “moderne”, come l’astensione dalla televisione e dal fumo. Ognuno pratichi la penitenza che può e che il Signore gli ispira. L’importante è che si pratichi con umiltà e carità.

La penitenza, unita alla preghiera, ci procurerà la forza da Dio per vincere le tentazioni. Gesù ha voluto darci l’esempio. È evidente che Lui, in quanto Dio, non poteva essere soggetto alla minima tentazione. Tuttavia, in quanto perfetto uomo, anche se immacolato e assolutamente santo, per darci l’esempio di come vincere le tentazioni, acconsentì a subire quelle tentazioni unicamente “esterne”. Gesù ci insegna a vincere con la fiducia in Dio, con la preghiera, la penitenza e la fortezza. Gesù ci dice oggi che “il tempo è compiuto”. Non perdiamo tempo, finché il Signore ce lo concede, ma ascoltiamo la sua parola: “convertitevi e credete al vangelo”. Solo così saremo beati.

Back

 

Home