PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA
Secondo un’antichissima tradizione risalente alla fine del IV secolo, la Chiesa ogni anno propone ai cristiani la “Quaresima”, tempo liturgico che inizia con il Mercoledì delle Ceneri e si protrae per quaranta giorni, a ricordo dei quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto. La Quaresima è tempo di penitenza e d’intensa preghiera, tempo di conversione e di radicale cambiamento di vita, tempo di riflessione e di attento ascolto della Parola di Dio, tempo di digiuno e d’operosa carità. La meta di questo cammino spirituale è la Pasqua, evento centrale della nostra vita cristiana. Tutti sono invitati a vivere questi giorni di grazia con grande impegno.
Il Vangelo di questa prima domenica di Quaresima presenta Gesù che, docile e obbediente allo Spirito, si lascia condurre nel deserto: “In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto” (Mc 1,12). E’ sorprendente che Gesù abbia voluto iniziare il suo ministero di predicazione ritirandosi nel deserto, pregando e digiunando per quaranta giorni. Quale sublime esempio ci offre con questo suo modo divino di agire! Per prepararsi alla sua missione, non trova di meglio che raccogliersi, immergersi nella preghiera e fare penitenza. Sono questi i mezzi che noi pure dobbiamo utilizzare nel cammino di preparazione alla santa Pasqua. Per tanti cristiani può sembrare un discorso d’altri tempi, e invece è attualissimo. Il peccato originale ha portato “disordine” e “squilibrio” nell’uomo. Solo un impegno costante di preghiera e di penitenza può ottenere quella necessaria purificazione del cuore, dei pensieri, dei sensi, che permette all’anima di orientarsi decisamente verso Dio. La Quaresima è il tempo favorevole per questa opera di purificazione e di distacco dal peccato e dalle cose di questo mondo.
Il brano odierno del Vangelo narra un particolare che ci stupisce profondamente: Gesù, per farsi simile a noi, accetta di essere tentato da satana (cfr. Mc 1,13). L’evangelista S. Marco non accenna al contenuto delle tentazioni, però non è difficile intuirlo. Il tentatore, come con i nostri progenitori, anche ora cerca di distogliere Gesù dal progetto del Padre, proponendogli un modo facile e comodo di realizzare la sua missione di Salvatore: un cammino da trionfatore, pieno di potenza e di successo. Dagli assalti di satana Gesù ne esce pienamente vittorioso, scegliendo non la strada del successo, ma del Calvario, non del trionfo, ma quella del Messia sofferente, umiliato, crocifisso che il Padre gli ha tracciato.
Col suo esempio Gesù vuole insegnarci che nessuno può credersi esente dalle tentazioni; anzi quanto più ci impegniamo a servire Dio con fervore, tanto più il demonio cerca di sviarci dalla strada retta della volontà divina. Questa verità è confermata da quanto scrive S. Pio da Pietrelcina: “Quanto più voi divenite amica e familiare di Dio, tanto maggiormente inveirà contro di voi la tentazione”. La tentazione è un contrassegno fortissimo che Dio è unito all’anima” (Ep. II, p. 61). Non bisogna, perciò, mai scoraggiarsi della persistenza e intensità delle tentazioni. Il Signore le permette per purificarci, per farci santi, per staccarci dalle cose terrene e soprattutto per farci umili. Non dimentichiamoci di utilizzare, per vincere le tentazioni, le armi della preghiera e della penitenza, le stesse usate da Gesù, e di avere una grande confidenza nella Madonna, ricorrendo spesso a Lei per non soccombere nelle tentazioni.
Nell’ultima parte del Vangelo odierno risuona forte l’invito di Gesù a tutti i cristiani: “Convertitevi!”. E’ un richiamo che la Chiesa ci rinnova ogni anno. Purtroppo, anche questo invito di Gesù è pressoché inascoltato dalla maggior parte dei cristiani. Il nostro tempo, infatti, è segnato dall’indifferenza, dal relativismo, dal conformismo: ognuno agisce secondo un proprio modo di vedere le cose; ci si lascia guidare dalla logica della maggioranza, dalla moda, dal “come fanno gli altri”, senza tener presente dei doveri che abbiamo verso Dio e il prossimo. Sta a noi cristiani accogliere l’invito di Gesù e incamminarci verso un radicale rinnovamento interiore di vita che consiste nell’agire non secondo il proprio arbitrio, ma nella piena, umile e fedele conformità alla Volontà di Dio. Scrive P. Pio a riguardo: “Disponiamo la nostra volontà a sempre e in tutto uniformarla a quella di Dio, ché così glorificheremo il Padre celeste ed il tutto ci sarà vantaggioso per la vita eterna” (Ep. II, p. 341). Compiere la volontà di Dio è la cosa più santa che possiamo desiderare. Quanto più la nostra volontà si unisce a quella di Dio, tanto più l’anima cresce spiritualmente si trasforma in Lui.
A conclusione di queste riflessioni interroghiamoci: che cosa vogliamo fare in questa Quaresima? Suggerisco di iniziarla fissando lo sguardo su Gesù che per amor nostro si è donato fino a morire sulla croce. Da questo sguardo di amore deve sgorgare dal cuore il vivo desiderio di iniziare una vita nuova. Ricorriamo con fiducia alla Vergine Maria e preghiamola ogni giorno perché ci aiuti a essere forti nelle tentazioni e nella lotta contro il peccato, a frequentare settimanalmente il sacramento della Confessione, a pregare più intensamente, soprattutto il S. Rosario e ad essere più generosi nel sacrificio. L’esempio del Santo di Pietrelcina rafforzi il nostro proposito di fedeltà all’impegno quaresimale.