SANTA FAMIGLIA
Ogni anno, nella prima domenica dopo la celebrazione del mistero del Natale, la Chiesa ci invita a contemplare la Santa Famiglia. Non si può, infatti, celebrare la nascita di Gesù senza pensare alla Madre e a san Giuseppe per il ruolo determinante che hanno ricoperto nella crescita umana del Salvatore. Per circa trent’anni Gesù, nel nascondimento di una piccola casa di Nazareth, ha condiviso con la Vergine Madre e san Giuseppe gioie e sofferenze di gran parte della sua vita terrena. Anche se poco conosciamo dei misteri ineffabili che si svolgevano in seno alla Santa Famiglia, tuttavia i pochi episodi che i Vangeli ci trasmettono sono sufficienti per illuminare le nostre famiglie degli esempi e degli insegnamenti più sublimi.
La Chiesa attribuisce grande importanza alla festa che oggi celebriamo; dalla famiglia, infatti, dipende il futuro della stessa società. Contrariamente alle idee devastanti che oggi attaccano e profanano la sacralità della vita e della famiglia, la Bibbia afferma che la essa ha origine da Dio ed è il culmine di tutte le opere meravigliose compiute da Dio nella creazione. Leggiamo nel libro della Genesi: “Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza; a immagine di Dio egli lo creò; maschio e femmina Dio li creò” (1,27). L’uomo e la donna, creati a immagine di Dio, sono chiamati a compiere insieme quell’alta missione affidata loro dal Creatore: essere suoi collaboratori nella grande opera della procreazione. E’ dal loro amore scambievole che deve scaturire la vita umana. Quella concepita nelle provette o da altra manipolazione dell’uomo è una grave offesa al piano stabilito da Dio e al suo amore.
La Chiesa oggi non trova rimedio migliore alla grave crisi che minaccia la famiglia in tutti i suoi settori che presentare gli esempi mirabili della Santa Famiglia. La Liturgia odierna è ricca di preziosi ammaestramenti. Dalla prima lettura emerge che la vita è un dono di Dio. La nascita prodigiosa di Samuele è il frutto delle insistenti preghiere della madre Anna, che era sterile. Dio non fu sordo alla preghiera e al pianto di una donna che desiderava essere madre e le concesse il figlio. Anna, come segno di gratitudine, non solo consacra il figlio al Signore, ma l’offre al suo servizio nel tempio “per tutti i giorni della sua vita” (Sam 1,28). L’episodio c’insegna che la vita, proprio perché è un dono di Dio, è sacra, ossia appartiene a Lui, per cui l’uomo commette un grave delitto tutte le volte che tenta di eliminarla, anche quella non ancora nata.
Dalla pagina del Vangelo, che racconta l’episodio della inaspettata scomparsa di Gesù, emerge quest’altra verità: Dio deve occupare il primo posto nella vita della famiglia. Le misteriose parole di Gesù rivolte ai suoi genitori: “Non sapevate che io debbo occuparmi delle cose del Padre mio?” (Lc 2,49) non sono un rimprovero per Maria e Giuseppe che addolorati lo cercavano, ma sottolineano una priorità di comportamento: Gesù, prima di appartenere ai suoi genitori che ama di amore unico, appartiene al Padre celeste, del quale deve compiere la volontà fino alla morte di croce. Questo sarà sempre il suo primo dovere. I genitori non devono mai dimenticare la priorità di appartenenza a Dio dei loro figli, su ognuno dei quali il Signore ha un particolare progetto. Quanti genitori, al contrario, rifiutano questa verità e si oppongono energicamente a una eventuale vocazione dei figli alla vita religiosa o sacerdotale!
Inoltre, dobbiamo ammirare l’esemplare atteggiamento tenuto dai due santi Sposi nei tre giorni di ricerca affannosa di Gesù. Anche se addolorati, essi accettano con grande spirito di fede e di obbedienza alla divina Volontà, come faranno sempre in tutti i momenti difficili della loro vita, l’incomprensibile vicenda della scomparsa del Figlio. La pagina del Vangelo di oggi ci segnala ancora un altro grande insegnamento: Gesù, dopo essere stato ritrovato dai suoi genitori, “Partì dunque con loro e tornò a Nazareth e stava loro sottomesso” (ivi 51). Totale obbedienza a Dio, piena sottomissione ai genitori: ecco in sintesi tutta la vita di Gesù! Quanta vergogna dovremmo provare al pensiero delle nostre continue disobbedienze e infedeltà a Dio, alla sua santa Legge e ai suoi rappresentanti!
Nella festa della Santa Famiglia, ci è dolce augurare alle nostra famiglie ciò che suggerisce Padre Pio dal profondo del suo cuore: “Modellatevi su di Essa ed avrete pace e bene temporali e spirituali”. Ci auguriamo che tante nostre famiglie senza Dio, infedeli e vuote di ogni amore, seguendo l’invito del nostro Santo, imitino i mirabili esempi della Santa Famiglia di Nazareth e possano ritrovare “pace, beni temporali e spirituali”.