SOLENNITA’ DELLA SANTISSIMA TRINITA’
Oggi celebriamo il mistero più grande della nostra fede: la Santissima Trinità, vertice di tutta la rivelazione e sintesi di tutta la storia della salvezza. La Trinità è il mistero ineffabile della vita intima di Dio; è la sorgente di ogni verità rivelata e la fonte da cui procede ogni altro dono di Dio; è il punto di partenza e di arrivo di tutto il cammino interiore dell’uomo; è il motivo per cui siamo stati creati e redenti e verso il quale siamo incamminati. Oggi, insieme a tutta la Chiesa, vogliamo adorare, lodare, glorificare e ringraziare l’unico vero Dio nella trinità delle Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Il mistero che celebriamo è così profondo che solo attraverso la rivelazione di Dio poteva essere conosciuto. Nell’Antico Testamento Dio si rivela agli ebrei come l’unico vero Dio. Più volte Egli interviene nella storia del popolo eletto per ricordargli questa verità. La prima lettura della Liturgia odierna parla di questa rivelazione: “Sappi… e ritieni bene in cuor tuo che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra e non ve n’è un altro” (Dt 4,39). Queste significative parole e soprattutto la lunga serie di interventi prodigiosi compiuti da Dio, di cui Israele ha fatto personale esperienza sul monte Sinai, in Egitto e lungo tutto il cammino verso la terra promessa, invitano il popolo a credere fermamente che il Dio d’Israele è l’unico vero Dio e non ve n’è altro. Egli è il Creatore e Signore di tutto l’universo.
Ma solo col Nuovo Testamento abbiamo la piena e definitiva rivelazione del mistero di Dio. Gesù, infatti, attraverso i suoi insegnamenti, ci ha rivelato che l’unico vero Dio non vive nella solitudine, ma è amore infinito e che, fin dall’eternità, si effonde nella Trinità delle Persone divine: il Padre è l’eterno Amante, il Figlio è l’eterno Amato, lo Spirito Santo è l’eterno Amore del Padre e del Figlio. L’aspetto però più consolante e mirabile del mistero della Trinità è l’intima comunione di vita che le tre divine Persone vengono a stabilire con gli uomini. Attraverso la loro misteriosa e ineffabile presenza, esse riversano nei nostri cuori il loro stesso amore infinito ed eterno. E lì, nel segreto più intimo e profondo, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo ci partecipano la loro natura divina e la loro vita e ci introducono nelle relazioni più profonde del loro essere.
Questo privilegio non è riservato a un solo popolo, ma è esteso a tutti gli uomini. Ogni cristiano, attraverso il battesimo, entra in rapporto con la Trinità, rinasce a nuova vita e diventa figlio adottivo del Padre Celeste, fratello di Gesù e tempio dello Spirito Santo. Nella seconda lettura odierna S. Paolo, rivolgendosi ai romani, esclama: “avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: “Abbà, Padre!”. Lo Spirito stesso attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo” (Rm 8,15-16). Quale stupefacente realtà! Lo Spirito Santo agisce in noi per trasformarci interiormente e renderci figli di Dio a somiglianza di Gesù. E’ Lui che opera questa intima rigenerazione, che è vera rinascita spirituale.
Con l’inabitazione della Trinità nella nostra anima, Dio raggiunge lo scopo della sua rivelazione: elevarci ai vertici più alti del suo amore divino, fino all’unione trasformante con Lui e in Lui. Tutti i Santi hanno sperimentato nel più profondo del loro essere l’augusta presenza delle tre divine Persone. Ma più di tutti la Vergine Maria. Tutta la sua vita fu immersa nel mistero della Trinità, dal Concepimento Immacolato al fulgore della sua gloriosa Assunzione al cielo. Ella sta nel cuore della Trinità, poiché è figlia prediletta del Padre, Madre immacolata del Figlio e Sposa castissima dello Spirito. A Lei per prima fu rivelato il mistero trinitario, nel momento dell’Annunciazione.
La Santissima Trinità è il mistero centrale anche della vita del cristiano. La Liturgia la invoca continuamente. Nel suo Nome siamo battezzati e ci vengono perdonati i peccati, veniamo benedetti e innalziamo le nostre preghiere. La contemplazione e la lode della santa Trinità è il fine della nostra vita sulla terra, come lo sarà in cielo. Il mistero della mirabile presenza di Dio nell’anima deve riempirci di profonda ammirazione e di gioia. “Rallegrati grandemente – scrive S. Giovanni della Croce - sapendo che tutto il tuo bene e l’intera tua speranza è così vicina a te da abitare dentro di te”. Quando si è consapevoli di questa realtà, la vita, anche con le sue contrarietà si trasforma e diventa un anticipo di cielo.
Terminiamo queste nostre riflessioni sulla odierna Liturgia con una esortazione di Padre Pio: “Sia sempre benedetta la Triade sacrosanta e regni nel cuore di tutte le creature” (Epist III, 65). Accogliamo le parole augurali del Santo di Pietrelcina che ci invitano a essere dimora permanente della “Triade sacrosanta”, così che dai nostri cuori si innalzi una lode continua e perenne a Dio Padre Creatore di tutte le cose, al Dio Figlio, nostro Salvatore e Redentore, al Dio Spirito Santo, Santificatore delle nostre anime.