IL MOLISE

 

Il Molise è la regione più giovane d'Italia: infatti nel 1963, in seguito al distacco dall'Abruzzo, ha acquistato la propria autono­mia amministrativa. E’ la penultima regione ita­liana per estensione del territorio e per il numero dei suoi abitanti, superiore solo a quella della Valle d’Aosta. Lo stemma della Regione è uno scudo rosso attraversato da una banda d'argento; in alto campeggia una stella d'argento a otto raggi.

L'intero territorio che confi­na con l'Abruzzo, il Lazio, la Campania e la Puglia è suddiviso in due province: Campobasso ed Isernia (dal 1970). La prima con 84 comuni, l'altra con 52. La popo­lazione è di circa 330.000 abitanti. Nel XX secolo la regione ha conosciuto in misura considerevole il fenomeno dell’emigrazione: si contano oggi comunità di molisani all’estero che, complessivamente considerate, superano abbondantemente la popolazione residente.

In un territorio, costituito in prevalenza da rilievi montagno­si e collinari (dorsale appenninica), che degrada dol­cemente dai duemila metri di altitudine alla fascia costiera adriatica, variegato è il mondo della flora e della fauna. Il gruppo montuoso più impor­tante è rappresentato dal mas­siccio del Matese, cui segue la catena delle Mainarde. Il Molise è attraversato da cinque fiumi: il Volturno, il Biferno, il Trigno, il Fortore e il Sangro e da numerosi torrenti. Nel corso del tempo sono stati realizzati tre bacini artificiali: lago di Castel S. Vincenzo, lago di Guardialfiera e lago di Occhito.

 

Storia

Il giacimento paleolitico individuato nel 1979 alle porte di Isernia ha indotto a supporre la presenza dell'uomo sin da epoca remotissima (l'Homo Aeserniensis, uno dei primi abitatori d'Europa); in verità, secondo una verifica, gli elementi fossili rinvenuti, datati oltre 700.000 anni, sono costituiti da parti di scheletro di animali ma le ricerche proseguono e non è escluso che resti fossili degli antichi cacciatori possano comparire in futuro.

 Il popolo che si stabilì nel territorio dai tempi più remoti fu quello sanni­ta. Le tracce concrete della sua civiltà, austera e gloriosa, si rin­vengono nei resti archeologici specialmente di Pietrabbondante, nelle rovine di Terravecchia di Sepino, nei loro oggetti di uso quotidiano conser­vati nel Museo provinciale Sannitico a Campobasso. I  resti di opere fortificate che sorgono seminascosti sui rilievi e ai margini dei tratturi, oltre a consentire il presidio delle zone di passaggio delle greggi e degli armenti, costituirono probabilmente i capisaldi del sistema difensivo durante le tre guerre che per decenni videro i Sanniti opporre una durissima resistenza all'espansione di Roma verso la Magna Grecia. Alterne fortune, episodi celebri come quello delle Forche Caudine, la distruzione, il saccheggio e l'incendio di importanti centri sanniti, come Aesernia, Bovianum, Aquilonia, costituiscono la storia di uno scontro terminato solo nel 295 a.C. con l'affermazione di Roma. Il territorio tornò ad essere teatro di eventi bellici con la costituzione della lega Italica, che stabilì la sua capitale ad Aesernia; sbaragliati i Soci Italici dall'inter­vento dell'esercito romano guidato da Silla nel 90 a.C., la definitiva conquista del Sannio ad opera di Roma non conobbe più ostacoli. Sorsero così importanti colonie romane come Venafrum, Saepinum, Terventum, Larinum e innumerevoli sono anche le testimonianze lasciateci dalla dominazione romana.

Disabitata per molto tempo dopo il tramonto dell'impero romano, la regione tornò a vivere con i Longobardi, che divisero la parte d'Italia soggetta al loro controllo in sette ducati, tra cui quello di Benevento in cui era compreso il territorio corrispondente all'attuale regione. Sorsero così le contee di Venafro (964), di Larino (975), di Trivento (992) e agli inizi del sec. XI di Bojano, Isernia, Campomarino, sulle quali, con l'aiuto dei Normanni, prevalse più tardi (ca. 1053) quella di Bojano, ed è probabile che i conti de Molisio, avrebbero dato nome alla circoscrizione amministrativa, il Contado di Molise, estesa così a tutta la regione.

L'integrità del Molise fu conservata fino al sec. XIII, quando la contea passò a Tommaso di Segni, conte di Celano. Costui la cedette a sua volta a Federico II: dal 1221 al 1538 fu quindi sede con la Terra di Lavoro di un giustiziariato e intorno al 1531 fu aggregato alla Capitanata fino a tutto il 1806. II 27 settembre 1806 il Contado di Molise diventa provincia autonoma La denominazione di "provincia di Molise" sarà adottata il 19 dicembre dello stesso anno. L'ultima riforma avvenne il 4 maggio 1811 ad opera di Gioacchino Murat: la provincia si ingrandisce ed è divisa nei distretti di Campobasso, Larino e Isernia, per un totale di 134 comuni. Le riforme amministrative post-unitarie cambiano i confini regionali lungo i bacini del Fortore e del Volturno; nel 1861 il Molise viene aggregato all'Abruzzo, con cui formerà un'unica entità amministrativa per altri cento anni.

La regione non è stata risparmiata dal secondo conflitto mondiale (fu scelta dagli Alleati per lo sbarco sulle coste italiane che avvenne a Termoli)  che ha causato la distruzione di buona parte del patrimonio storico e architettonico e la perdita di molte vite umane, soprattutto ad Isernia (decorata con medaglia d'oro per essere stata quasi rasa al suolo il 10 settembre 1943, quando gran parte della sua popolazione perì sotto le bombe delle "fortezze volanti" americane) e nei centri rurali posti lungo la dorsale appenninica; la ricostruzione del tessuto socio-economico è stata qui più lenta che altrove. Con legge costituzionale del dicembre 1963 il Parlamento sancì il distacco della provincia di Campobasso dall'Abruzzo restituendo al Molise autonomia amministrativa. II 22 gennaio 1970 un'altra legge del Parlamento ha dato completezza alla nuova regione, istituendo la provincia di Isernia.

In ognuno dei 136 comuni molisani, da quelli più piccoli a quelli più grandi, è sempre bene evidente la struttura rac­colta degli originari borghi medioevali. Al loro interno sono una caratteristica comune l'intrec­cio delle stradine e delle ripide scalinate, le piccole case in pie­tra locale, la mole o i resti dei castelli, rocche, fortificazioni e palazzi ducali e baronali.

Oltre al non disprezzabile patrimonio archeologico il Molise vanta anche un discreto patrimonio architettonico e arti­stico. I paesi molisani conserva­no nei loro centri storici o nel loro agro: chiese, abbazie e san­tuari, ricchi all'interno di opere d'arte: tele, affreschi, sculture.

Gli abitanti della regione hanno un forte legame con la propria terra, con le proprie origini e tradizioni. Tradizioni che si conservano e si traman­dano di generazione in genera­zione, dando luogo a tantissime e originali manifestazioni.

 

Economia

Il Molise, nonostante gli svi­luppi degli ultimi decenni, resta ancora legato ad una economia agricola. La presenza di indu­strie riguarda soltanto tre nuclei. Quello di Larino­Termoli, Campobasso-Bojano e Venafro. Sebbene non fiorente come un tempo è presente una discreta attività artigianale. Alcuni prodotti hanno valica­to, per qualità e fama, gli stretti confini regionali: un esempio per tutti le campane della millenaria Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone.

 

La religiosità

 

Nel Molise la Buona Novella fu portata con molta probabilità da missionari e catechisti inviati dalla chiesa di Roma sin dalla seconda metà del Il secolo. I resoconti circa il martirio dei cristiani che vanno sotto il nome di Passiones ci riferisco­no dei santi martiri di Venafro: Nicandro, Marciano e Daria. Diocleziano, nell'ultima perse­cuzione del 304-309, fece condurre a Larino, quale munici­pio romano, i discepoli di S. Padro, di cui la tradizione ha tramandato solo i nomi di Pardo, Primiano, Firmiano e Casto, ove furono mar­tirizzati. I larinesi, pieni di fede e di zelo verso il loro evangelizza­tore S. Primiano, gli eressero un tempio dopo l'editto di Costantino. S. Casto vescovo avrebbe fondato la diocesi di Trivento. L'antica cripta della cattedrale è a lui dedicata.

Dopo i primi secoli di per­secuzione, il cristianesimo si diffuse rapidamente con Costantino, primo imperatore cristiano, che, con l'editto del 313, accelerò il crollo del paga­nesimo e la diffusione del cri­stianesimo. La fede cristiana presen­te già nel III-IV secolo nelle sedi vescovile di  Bojano, Isernia, Larino e Venafro è confermata anche da reperti archeologici (es. la presenza di tombe a Bojano con lapide funeraria; a Sepino nell'antica Altilia è stata rinvenuta, anni or sono, un'aula rettangolare absidata con frammenti di mosaico). Vescovi come quello di Sepino e di Bojano parteciparono a sinodi verso la fine e inizio del IV-V secolo.

Forte impulso al radicarsi del cristianesimo nel Molise fu dato dalla comunità monastica benedettina presente nell'ab­bazia di S.Vincenzo al Volturno. In seguito gli ordini religiosi dei francescani, domenicani, celestini, ecc. con le chiese, i conventi e la predicazione con­tinua resero sempre più vivo l'annuncio del vangelo. Una tradizione vuole S. Francesco presente in Isernia il 3 aprile 1222 per ristabilire la pace tra le varie fazioni cittadine.

E’ forte, nel molisano, il sentimento religioso, che esteriormente si manifesta in processioni (celebri quelle di Venafro, di Capracotta, di Larino), in sacre rappresentazioni e in pellegrinaggi. Tra le feste va segnalata quella del Corpus Domini di Campobasso in cui Misteri o Miracoli sono rappresentati ormai da due secoli con eguale passione. Famoso, fra tutti i Misteri, cioè di una specie di “quadri viventi” con personaggi sacri portati a spalla su grandi barelle da sei uomini che di tanto in tanto si danno il cambio. Tra le feste più sentite sono naturalmente quelle del Natale (celebre la fiaccolata di Agnone), della Pasqua.

II Molise attualmente conta quattro dio­cesi: Isernia-Venafro (con 48 parrocchie), Triveneto (con 57 parrocchie), Termoli-Larino (con 51 parrocchie) e Campobasso-­Bojano (con 70 parrocchie) che è arcidiocesi e sede metropolitana. Le quattro diocesi fanno parte della Regione ecclesiasti­ca Abruzzese- Molisana.

La regione è legata alla Madonna Addolorata di Castelpetroso, proclamata da Paolo VI patrona il 6 dicembre 1973. Molti sono i pellegrini che si recano al Santuario per venerarla, specialmente nelle feste del 22 marzo e la quarta domenica di settembre.

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