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Franciscains de l’Immaculée

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  • 1 gennaio 2014

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Ensemble avec le Pape en Terre Sainte

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  • Franciscains

    San Francesco d'Assisi 

    St. François d'Assise  est la racine toujours en fleur qui produit fruits de sainteté. Depuis les débuts jusqu'à aujourd'hui son esprit vif et vivifiant a poussé hommes et femmes de tout rang social, pays et culture à suivre ses pas. Au long des siècles les différentes réformes à l'intérieur de la grande famille franciscaine, à l'instar des rameaux du même arbre, se sont proposée un retour à celle racine-là selon la sensibilité et les besoins de son temps.
  • Trace mariale

    Fondatori

    Au seuil du Troisième Millénaire, les Franciscains de l'Immaculée naissent comme réponse au décret du Vatican II  Perfectae caritatis qui invitait les religieux à les religieux à un "retour aux sources". Avec la Règle bullée du Ier Ordre des Frères Mineurs, les Frères Franciscains de l'Immaculée professent la Trace Mariale de Vie Franciscaine  qui en exprime la dimension mariale

  • La Portiuncule

    La Porziuncola in Assisi

    C'est à la "Portiuncule" de Ste. Marie des Anges que l'Ordre Seraphique a mis ses racines en assumant la "cause de l'Immaculée". St. Maximilien M. Kolbe par ses "Cités de l'Immaculée" contitue en notre époque l'un des fruits les plus authentique de cette racine toute seraphique et toute mariale. Il est le Saint Patron de nos temps difficiles. 

  • Héritage spirituel

    San Massimiliano Kolbe

    La figure du père Kolbe et son activité est un héritage spirituel que les Franciscains de l'Immaculée, frères, soeurs et laïcs,  ont accueilli pleinement par le voeu marial de consécration sans limites à l'Immaculée s'engagent à donner au monde le Christ Sauveur, par l'exemple et la parole, la contemplation et l'action ont à l'imitation de la bienheureuse Vierge Maria, la première missionnaire de l'Évangile. 

     

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Un giorno con Maria

Quattro nuovi Accoliti FI

4 NUOVI ACCOLITI

 

Il primo giorno della Novena di Natale, evento per se stesso ricco di grazie per tutti, quest’anno ha donato una gioia particolare al nostro Istituto di Frati Francescani dell’Immacolata.

Infatti il 16 dicembre u. s., il Commissario Pontificio, Don Sabino Ardito, che il 22 di questo mese celebrerà il 50° di Sacerdozio, ha conferito i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato a 4 Frati, studenti del 4° anno di Teologia: Fra Fiacre M. Agossounon (dal Benin), Fra James M. Shatu (dalla Nigeria), Fra Terrence M. Chartier (dagli USA), fra Josemaria Barbin (dal Canada). Dopo circa 3 anni dalle ultime Ordinazioni Sacerdotali e dopo mille difficoltà che si sono dovute superare, questo evento, segno concreto della materna attenzione della Chiesa nei nostri riguardi, dona nuova speranza al nostro Istituto Religioso. In prospettiva, questi neo-accoliti, insieme ai compagni di corso, che hanno ricevuto in precedenza questi ministeri e che stanno frequentando tutti il 4° anno di Teologia preso diverse Università Pontificie Romane, verso la S. Pasqua del 2017 riceveranno l’Ordinazione Diaconale e al termine del ciclo degli studi di Teologia riceveranno l’Ordinazione presbiterale nelle diocesi di origine, così da favorire la più ampia partecipazione dei familiari e delle Chiese particolari.

La celebrazione del rito, ha avuto luogo nella chiesa parrocchiale S. Maria di Nazareth adiacente alla omonima nostra Casa Mariana di Via Boccea, in Roma, ove ha sede lo Studentato Teologico, ed è stata animata dal suo Coro. Con il Commissario Pontificio hanno concelebrato: l’Economo Generale P. Immacolato M. Acquali, il Delegato per l’Italia P. Alessandro M. Calloni, il Prefetto degli Studenti di Teologia P. Rosario M. Sammarco, il Prefetto degli Studenti di Filosofia P. Januarius M. Tindoy, il Guardiano della Casa Mariana di Casalotti P. JohnFrancesco M. Lim, e il Parroco P. Giuseppe M. Grioni.

Nella omelia, Don Sabino Ardito, rilevato che i compiti propri dei Lettori e degli Accoliti erano stati adeguatamente presentati dalle rispettive esortazioni liturgiche e preghiere di benedizione, ha proposto una riflessione prendendo spunto dalla finale del del vangelo del giorno: «Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato» [Gv 5,36]. È noto, ha detto, il «senso» particolare che ha il verbo «dare» nel Vangelo e nelle Lettere dell’Apostolo S. Giovanni: ha sottolineato: il Padre ci ha donato il Figlio, il Padre e il Figlio ci hanno donato lo Spirito, il Figlio ha donato per noi la sua Vita; e ancor prima, le stesse relazioni trinitarie parlano di dono-accoglienza reciproca. Dunque Dio vive donando. Ne segue che nella Chiesa l’esercizio di ogni ministero si attua nel dono di sé ai fratelli, fino all’assimilazione sacramentale con Cristo fattosi, per noi uomini, servo obbediente fino alla morte in croce.

Anche la Vergine Immacolata, la cui vita terrena è per noi emblema di come sarebbe stata la vita umana senza il peccato dei progenitori, ci ricorda che il suo senso più vero sta nel servire i fratelli: «Ecco, sono la serva del Signore»; e subito parte per andare a servire la parente Elisabetta; poi, serve umilmente Giuseppe e il figlio Gesù.

 

Ricevendo il Ministero del Lettorato, ha concluso, questi nostri confratelli sono stati costituiti servitori della mensa della Parola di Dio: il che impegna ad accoglierla in sé e a viverla per poterla poi trasmettere agli altri attraverso la sua proclamazione durante la celebrazione della S. Messa e attraverso l’insegnamento catechetico.

Ricevendo il Ministero dell’Accolitato, essi sono stati costituiti servitori della mensa eucaristica: che impegna a fare della propria vita un sacrificio spirituale gradito a Cristo, sorretti dalla loro vicinanza particolare alla celebrazione del Sacrificio e alla distribuzione del Corpo di Cristo, e alla possibilità di portare la S. Comunione anche ai malati.

Il nostro particolare augurio a questi Confratelli, è di conformarsi sempre più al Cristo che si è fatto dono a noi nella mangiatoia di Bethleem e che continua a farsi quotidianamente dono per noi nel Sacramento dell’Altare. 

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