Ave Maria!

Francescani dell’Immacolata

FI logo
FI logo
Text Size
Venerdì, 01 Febbraio 2013 19:31

Clarisse dell’Immacolata

Scritto da  palfonso
Vota questo articolo
(22 Voti)

Clarisse dell'Immacolata

Le Clarisse dell’Immacolata sono nate il 14 agosto 2002, festa di San Massimiliano Maria Kolbe, precedute dal riconoscimento ufficiale della Santa Sede dell’8 maggio dello stesso anno. Il primo gruppo di otto sorelle, provenienti dal  fiorente Monastero di Clarisse Urbaniste di Osimo (AN), rispose alla chiamata del Vescovo della Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, Mons. Eugenio Binini che le accolse ad Aulla il 12 luglio 1993, Anno Giubilare della nascita di S. Chiara. Venne affidata loro la struttura dell’ex-seminario riadattata poi ad uso monastero. Sin dalla sua fondazione, la comunità cercò di rivivere il carisma originario della Serafica Madre con una particolare connotazione mariana in virtù della vocazione di S. Chiara. Fu a S. Maria degli Angeli in Assisi, dinanzi all’altare della Vergine, che S. Chiara ricevette, dal beato Padre Francesco, l’abito della penitenza. Tutto ciò si armonizza perfettamente con la spiritualità di San Massimiliano M. Kolbe, altra fonte primaria della formazione delle Clarisse dell’Immacolata grazie soprattutto all’ispirazione del loro fondatore, P. Stefano Maria Manelli .

Oltre alla Prima Regola di Santa Chiara, le Clarisse dell’Immacolata professano la  Traccia Mariana di Vita Clariana, con le Costituzioni proprie in continuità storica e giuridica con il Secondo Ordine di S. Francesco.

Le Clarisse dell’Immacolata emettono cinque voti: Voto mariano, obbedienza, povertà, castità e clausura.

Come per il resto della grande famiglia dei Francescani dell’Immacolata, il Voto mariano della totale consacrazione all’Immacolata è costitutivo ed essenziale per la loro forma di vita. Quale primo tra i voti, informa tutti gli altri che vengono in tal modo vissuti sul modello della Madonna stessa.

La dimensione missionaria in esso contenuta, si esprime con l’offerta intensa della preghiera e del sacrificio, tipici della vita esclusivamente contemplativa, ma anche con la disponibilità ad impiantare in ogni angolo della terra un monastero, che prende sempre il nome di “Roseto Mariano” accompagnato da un titolo spirituale.

La clausura papale è un’ulteriore espressione del dono esclusivo e totale di sé a Dio della consacrata contemplativa che con Gesù e come Gesù si colloca nel grembo verginale della Vergine Maria che è la “forma Dei”.

L’abito delle Clarisse dell’Immacolata è costituito da: saio, corda con cinque nodi (uno per ogni voto), corona francescana, mantelletta, soggolo, benda, velo, sandali ai piedi nudi. Le professe solenni portano al dito un anello: è il mistero della sponsalità con Cristo che già nel tempo si realizza per le religiose che annunziano in questo modo le “nozze eterne” nel Regno dei Cieli.

Le monache indossano anche un mantello corale per la celebrazione della Santa Messa e dell’Ufficio divino. Il colore dell’abito (gray-blue, con velo blue), sottolinea la francescanità e la marianità.

Il fine delle Clarisse dell’Immacolata è la massima gloria di Dio attraverso la santificazione propria e la salvezza del maggior numero di anime, attraverso la mediazione materna dell’Immacolata, Madre universale.

 

Dall’iniziale monastero di Aulla (MS), le Clarisse dell’Immacolata hanno fondato in Italia altri tre Monasteri o Roseti Mariani: Creazzo (VI), Acquapendente (VT) e Montegiorgio (FM).

 

 

Letto 10797 volte Ultima modifica il Mercoledì, 20 Marzo 2013 15:27
Altro in questa categoria: « CHI SIAMO

Facebook

Twitter

Google Plus

YouTube