MESSAGGIO e AUGURI di PASQUA 2026 del Ministro Generale dei Frati Francescani dell’Immacolata – P. Immacolato M. Acquali, FI

Aprile 5, 2026

Per chi vive la fede con sincerità, il “mistero della Pasqua” non è un enigma incomprensibile, ma una realtà inesauribile: una sorgente di significati sempre nuovi che non finiremo mai di scoprire.

Il punto di partenza è che la tomba del Signore fu trovata vuota e che Egli si fece incontrare dalle donne, dai discepoli e da centinaia di testimoni. Come scrive san Paolo, il cuore della nostra fede è questo: Cristo è morto per noi, è stato sepolto ed è risorto il terzo giorno (cf. 1 Cor 15, 3-5)

Il cristianesimo, quindi, non è l’eredità di un defunto, ma la relazione con una persona viva. Gesù non è “colui che visse”, ma Colui che vive oggi. È il Vivente che trasforma il nostro orizzonte, offrendoci una speranza concreta anche quando il futuro sembra un tunnel buio o quando la violenza e il male sembrano avere l’ultima parola, come gli avvenimenti sempre più drammatici che ci raggiungono ogni giorno da ogni parte del mondo sembrano sottilmente suggerire alla nostra riflessione e ai nostri giudizi.

La vita pasquale porta con sé un apparente paradosso: una nuova esistenza che nasce incredibilmente da un sepolcro. Questa, però, è, evangelicamente, la medesima logica del chicco di grano evangelico: solo morendo nella terra può portare frutto. Anche noi sperimentiamo “morti feconde” ogni volta che mettiamo da parte il nostro egoismo, quando anteponiamo i bisogni degli altri ai nostri desideri, o quando accettiamo un sacrificio personale per amore della giustizia e della concordia fraterna. Questi non sono segni di sconfitta, ma germi di vita vera.

È importante quindi non perdere di vista i segni di risurrezione che il Signore fa sbocciare intorno a noi e dentro di noi. Accostandoci alla liturgia di questi giorni, entriamo in contatto con una Vita inesauribile che si riversa nelle nostre piccole esistenze.

Il mio augurio è che ognuno di voi sappia fare spazio a questa Vita, riconoscendo in Gesù colui che è “morto per amore e vivo in mezzo a noi”, diventando, a vostra volta, portatori di gesti di speranza e di francescana letizia nelle nostre fraternità e nel popolo di Dio che la provvidenza ci ha affidato.

Potrebbe interessarti anche:

Tra il popolo di Dio, per vivere la Pasqua insieme

Il Triduo pasquale vissuto dagli studenti dei Frati Francescani dell’Immacolata presso la parrocchia dell’Immacolata e di San Giovanni Berchmans, nel quartiere San Lorenzo, è stato un’esperienza intensa di fede, di prossimità ecclesiale e di autentica condivisione con...
L’ORA DELLA MADRE

L’ORA DELLA MADRE

RIFLESSIONI SUL SABATO SANTO Nel calendario liturgico cristiano c’è un giorno anomalo. Un giorno senza messa, senza sacramenti, senza campane. L’altare spoglio, il tabernacolo aperto e vuoto. Chi ci è cresciuto dentro sa che quel vuoto ha un peso specifico: la chiesa...

leggi tutto
Entrare nel Mistero: la Settimana Santa come soglia

Entrare nel Mistero: la Settimana Santa come soglia

Fratelli,la liturgia non è un ricordo. È un ingresso. Questa distinzione, apparentemente piccola, cambia tutto. Se la Settimana Santa fosse un ricordo — sia pure il più sacro, il più commovente — il nostro compito sarebbe quello di commemoratori devoti, custodi di una...

leggi tutto
Il giorno in cui la Chiesa si riconosce

Il giorno in cui la Chiesa si riconosce

NEL GIOVEDÌ SANTO CONVERGONO DUE CELEBRAZIONI DISTINTE E COMPLEMENTARI: LA MESSA CRISMALE, MISTERO DELL’UNZIONE E DELL’IDENTITÀ SACERDOTALE, E LA CENA DEL SIGNORE, ORIGINE E ABISSO DI OGNI EUCARISTIA. DUE LITURGIE, UN SOLO SEGRETO Esiste un giorno nell’anno liturgico...

leggi tutto

Commenti

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pin It on Pinterest

Verificato da MonsterInsights