Tarquinia, professione perpetua di fra Claro Maria: la vocazione come sentinella dei fratelli

Settembre 6, 2026

Nella chiesa di San Francesco la professione solenne del religioso statunitense dei Frati Francescani dell’Immacolata. Il Padre Generale, fra Immacolato Maria Acquali, richiama nell’omelia l’immagine della sentinella: vigilare significa accogliere, custodire e farsi carico delle necessità materiali e spirituali del fratello.


TARQUINIA – Essere sentinella non significa osservare gli altri dall’alto di una torre, ma avere gli occhi aperti per accorgersi di chi ci vive accanto. È questa l’immagine che ha accompagnato, domenica 6 settembre 2026, la professione perpetua di fra Claro Maria Siebenmorgen nella chiesa di San Francesco a Tarquinia. Una celebrazione particolarmente significativa per i Frati Francescani dell’Immacolata, riuniti attorno a un confratello che, con i voti perpetui, ha consegnato definitivamente la propria vita a Dio nell’obbedienza, nella povertà e nella castità consacrata.


Originario degli Stati Uniti, fra Claro Maria ha pronunciato il suo «sì» definitivo davanti alla sua famiglia, giunta per condividere un momento che appartiene certamente alla storia personale di un religioso, ma che diventa inevitabilmente festa di tutta la comunità. Attorno a lui una nutrita schiera di confratelli, insieme al Rettore, al Segretario generale, ai religiosi della comunità della chiesa di San Francesco e a un sacerdote statunitense suo connazionale.

Al centro della celebrazione, tuttavia, non c’è stata tanto la solennità esteriore del momento quanto il significato di ciò che stava accadendo. Nell’omelia il Padre Generale, fra Immacolato Maria Acquali, ha scelto infatti una parola antica e straordinariamente concreta: sentinella.

La sentinella veglia. Ma la vigilanza cristiana non coincide con il controllo e neppure con uno sguardo sospettoso sulla vita altrui. È piuttosto la capacità di accorgersi. Accorgersi che un fratello è stanco, che attraversa una difficoltà, che ha bisogno di essere ascoltato; accorgersi delle necessità materiali senza dimenticare quelle spirituali, forse meno visibili e proprio per questo più facili da trascurare. Essere sentinella significa allora rendersi disponibili all’accoglienza e trasformare la vigilanza in carità concreta.

È un’immagine particolarmente significativa nel giorno della professione perpetua. Il religioso non pronuncia i voti soltanto per costruire la propria santificazione individuale. Si consegna a Dio dentro una fraternità e, attraverso di essa, alla Chiesa. Da quel momento il fratello non è semplicemente qualcuno con il quale condividere una casa, una mensa o gli orari della giornata: diventa qualcuno affidato anche alla propria responsabilità e alla propria carità.

La professione perpetua porta perciò con sé qualcosa di molto più impegnativo di una promessa pronunciata davanti all’altare. Dice la disponibilità a rimanere, a servire, a ricominciare; dice la scelta di appartenere a Cristo anche quando l’entusiasmo lascia spazio alla quotidianità. Ed è proprio nella quotidianità che si misura la fedeltà di una vocazione.

Nella chiesa francescana di Tarquinia questo «per sempre» è stato pronunciato circondato dalla famiglia naturale e da quella religiosa. Due appartenenze che, per alcune ore, si sono incontrate attorno allo stesso altare e hanno reso particolarmente familiare e gioiosa la celebrazione.

Ora per fra Claro Maria comincia, più che concludersi, una nuova tappa. Perché nella vita consacrata il «per sempre» non è un punto d’arrivo: deve essere pronunciato nuovamente ogni mattina, nelle piccole fedeltà che nessuno vede, nella preghiera, nell’apostolato e soprattutto nella carità fraterna.


A fra Claro Maria Siembemorgen l’augurio che possa essere davvero quella sentinella indicata nell’omelia: non una sentinella che sorveglia da lontano, ma un fratello che rimane vicino; capace di vedere, ascoltare, accogliere e custodire. Il Signore e l’Immacolata accompagnino il suo «sì» perché possa rinnovarsi ogni giorno nel servizio alla Chiesa e ai fratelli. Ad multos annos!

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