Storia, spiritualità e attualità nel dialogo del nostro tempo
Origini della devozione
Alla fine del Medioevo, i frati minori – grandi diffusori della preghiera mariana – sentirono il bisogno di proporre un itinerario alternativo al Rosario dei dolori. Nacque così la Corona Francescana, detta anche rosario serafico, che non contempla le sofferenze ma le gioie di Maria. Secondo la tradizione, l’ispirazione venne da un novizio che, impossibilitato a offrire fiori freschi alla Madonna, ricevette dalla Vergine stessa l’invito a intrecciare una corona di preghiere.
La devozione si radicò presto tra i conventuali e gli osservanti, e soprattutto negli ambienti popolari, perché semplice, accessibile e carica di speranza. Non a caso, ancora oggi i frati portano appesa alla corda del saio proprio la Corona Francescana delle sette gioie, come segno identitario della loro spiritualità quotidiana: la gioia evangelica che nasce dal Vangelo custodito con Maria.
Le sette gioie: contenuto e significato
La forma più diffusa contempla sette eventi luminosi della vita di Maria:
- L’Annunciazione.
- La Visitazione.
- La Natività di Gesù.
- L’Adorazione dei Magi.
- Il ritrovamento di Gesù nel Tempio.
- La Risurrezione di Cristo.
- L’Assunzione e incoronazione di Maria in cielo.
Non è solo un elenco devozionale: queste tappe costituiscono una via gaudii, un cammino pasquale che pone al centro non il dolore, ma la gioia della salvezza. Maria vi appare come la donna che, insieme al Figlio, condivide non solo le prove ma anche le vittorie: la sua fede si fa gioia ecclesiale e promessa di resurrezione.
Spiritualità francescana: la perfetta letizia
Per Francesco d’Assisi, la gioia perfetta è segno della presenza di Dio. Non nasce dall’assenza di croci, ma dalla certezza che ogni croce porta a un bene più grande. I frati, diffondendo la devozione delle sette gioie, hanno voluto mostrare Maria come la prima discepola che, nella fede, ha saputo trasformare le ferite in beatitudine.
Per questo la corona francescana non è un “rosario diverso”, ma l’espressione tipica di un carisma: dire che Maria è la donna della gioia significa dire che la salvezza è più forte del peccato, la luce più forte del buio.
Attualità mariologica e pastorale
Nel solco del Concilio Vaticano II (Lumen gentium, cap. VIII), le sette gioie rispondono alle esigenze della mariologia attuale:
- Cristocentricità: ogni gioia di Maria è un mistero di Cristo contemplato con lei.
- Dimensione pasquale: la fede non si ferma alla croce, ma cammina verso la risurrezione.
- Pastorale: per i giovani in ricerca, le famiglie ferite, le comunità scoraggiate, la Corona Francescana diventa invito a “leggere la storia con occhi pasquali”.
Questa devozione è profetica: insegna che la gioia cristiana non è evasione dai problemi, ma partecipazione al mistero della salvezza.
Dialogo ecumenico e interreligioso
La gioia è un linguaggio universale. Per questo la Corona Francescana può diventare anche strumento di dialogo:
- Con le Chiese riformate, che faticano con l’immagine di Maria Addolorata, ma riconoscono nella gioia evangelica un modello di discepolato.
- Con l’Islam, che venera Maryam come madre vergine del profeta Isa: una donna della speranza, amata e rispettata.
- Con la cultura laica, che nella gioia di Maria può intravedere la testimonianza di una maternità che resiste al dolore e diventa promessa di futuro.
Le sette gioie di Maria, nate nel grembo della spiritualità francescana, non appartengono solo al Medioevo. Sono un itinerario ancora attuale: un invito a coltivare la gioia pasquale nel cuore delle prove, a credere che la vita è custodita in Dio, a vedere nella Madre del Signore non un’icona lontana, ma una compagna di cammino.
Appesa alla corda dei frati, la Corona Francescana ricorda che la gioia del Vangelo non è un’aggiunta, ma parte integrante della sequela di Cristo. In un mondo segnato da conflitti, paure e divisioni, la via delle sette gioie diventa così una proposta pastorale, ecumenica e profetica: imparare da Maria che la gioia è la forma più credibile della fede.
Nella tradizione liturgica francescana, la festa delle Sette Gioie della Beata Vergine Maria è stata istituita ufficialmente da Sisto IV (papa francescano) e concessa all’Ordine dei Frati Minori nel XV secolo.
Data di celebrazione:
- Anticamente era fissata alla domenica successiva all’Assunzione di Maria (quindi dopo il 15 agosto).
- In seguito, nei calendari propri dell’Ordine, la festa fu stabilita al 26 agosto.
- Oggi, nel calendario liturgico proprio dei Frati Minori e dei Francescani dell’Immacolata, la memoria delle Sette Gioie della Beata Vergine Maria si celebra appunto il 26 agosto.
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